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2° Festival internazionale del Claviorgano e della musica Barocca


 

 

Il Claviorgano è uno strumento che incarna la sintesi idiomatica, fonica, timbrica e tecnica di organo e clavicembalo.In esso il risuonare insieme di canne e corde genera alchimie non riconducibili alla semplice somma delle componenti. Il claviorgano trascina l'ascoltatore nell'utopia di un mondo sonoro ideale nel quale i limiti dello strumento a corde pizzicate sono superati grazie al suono tenuto proprio dell’organo la cui caratteristica immobilità dinamica è a sua volta mitigata dall’azione del clavicembalo. La tavolozza sonora a disposizione dell’esecutore è pressocchè illimitata così come sterminata è la letteratura su di esso eseguibile. All’ascoltatore è offerta l’opportunità di gustare un florilegio di capolavori - dalle origini alla produzione rinascimentale e barocca fino alle ultime propaggini del XVIII Secolo - irraggiati di una luce nuova e, allo stesso tempo, antica.
Gli antichi Maestri vedevano infatti organo e cembalo come complementari ed il confine assai vago tra la produzione destinata all’uno od all’altro strumento è superato proprio grazie al claviorgano che trasforma in simbiosi l’apparente dualismo. Costruttori come Clicquot e Dalla Ciaia ne costruirono esemplari, musicisti come Haendel e Frescobaldi lo suonarono ed organografi come Dom Bèdos e Kirchner, ne fecero oggetto di studio. Persino uomini di stato come Enrico VIII, Cosimo de’ Medici, Alfonso d'Este e Isabella di Castiglia non resistettero al suo fascino e ne possedettero molti esemplari.

 

 

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